Sagra del fungo porcino di Castelpagano
Info
| Data: | 18 settembre 2026 |
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Dettagli
E’ iniziata con entusiasmo e spirito di condivisione la 28esima “Sagra del Fungo Porcino” di Castelpagano
e noi di Radio Punto Zero pronti ai posti di partenza per descrivere i dettagli di un esperienza culinaria e folcloristica a 360° .
Un programma ricco ed intenso,un borgo storico che per due weekend- dal 18 al 20 e dal 25 al 27 settembre 2026- sara’ animato dal buon cibo e non solo.
“La Sagra del Fungo Porcino di Castelpagano- ha dichiarato il primo cittadino del borgo sannita il Dott. Giuseppe Bozzuto-:” è anche occasione di confronto e di riflessione sul futuro delle nostre aree interne, non a caso nella splendida cornice del Palazzo Ducale di Castelpagano, da poco diventato patrimonio comunale, si terranno due incontri dedicati a temi strategici per il rilancio e la valorizzazione del nostro territorio”

I partecipanti – ha proseguito ai microfoni di RPZ il Vicesindaco Dott.Lucio Modeo- possono degustare specialità tipiche e pregiati vini campani in un contesto arricchito da musica, spettacoli dal vivo e animazione, offrendo un’occasione di incontro e valorizzazione delle risorse locali.
La serata e’ stata seguita in diretta regionale sulle frequenze arancioni di Radio Punto Zero con ai microfoni gli Speaker e giornalisti Brian Liotti e Martina Giugliano intervistando chi ,con il proprio lavoro ,esalta quotidianamente la materia prima ed il territorio in cui la propria azienda nasce,cresce e si sviluppa, come : Orazio Maselli dell’azienda agrituristica Rosa dei Venti, Michelina Viscio dell’ azienda agricola che porta il suo nome e Tina Martuccio per la Pasticceria Enzo Martuccio di Colle Sannita, tutti volti a sostenere il borgo sannita con prodotti di spicco che la terra quotidianamente offre: dal prosciutto locale al formaggio stagionato, dal caciocavallo fresco al pecorino tartufato per non parlare del pane casereccio e il buon vino fermentato.

Obiettivo della Sagra è quello di valorizzare non solo il fungo porcino locale, che viene raccolto negli oltre mille ettari di bosco che dominano il Comune dell’Alto Tammaro, ma anche le altre produzioni di eccellenza dell’agricoltura e della zootecnia di Castelpagano ed, ancora, il paesaggio, il territorio, l’ambiente, la storia, la cultura, i valori materiale ed immateriale del piccolo borgo.
Insomma la Sagra è un tuffo nella storia, perché ripercorre la vicenda dei briganti della seconda metà dell’Ottocento, ma anche uno sguardo al futuro con i processi di innovazione che arricchiscono le produzioni dell’eccellenza locale .
Martina Giugliano