Che rumore fa l’adrenalina?
Me lo son sempre domandato.
A distanza di un po’ di giorni posso dire che forse l’adrenalina è un mega dolore nei polpacci, le gambe indolenzite, i muscoli a pezzi. Eppure non mi sono appesa al palo!
E quindi che suono potrebbe avere?
Ma andiamo per ordine, perché dopo tutte queste emozioni l’unica cosa da fare adesso è metterci le parole giuste, poi penseremo ai suoni.
Mi piacerebbe condurvi e raccontarvi una storia, che è un po’ “la parola chiave” di questa esperienza.
(Previously)
A giugno mi arriva una chiamata:
– “Pronto!”
– “Ciao Ste, sono Gerardo di Cuore di Napoli, noi abbiamo pensato di fare la prima competizione di pole dance in Campania …sbufbejdkwndhh..super hahsjsmdhoxkdhxjsjdj…..super!
(Mille “Super” dopo)
-“ Noi vorremmo delle conduttrici…” ma non in radio, sul palco.”
Così mi sono domandata bene quanto fosse bella la parola “conduttore”.
Se cerchi su Wikipedia il primo risultato che ti esce è Guida.
Guidare un treno, un’auto, un team, condurre è una vera e propria responsabilità.
Guida è competenza, e cacchio io non so nulla di pole dance!
Mi è sempre piaciuto rischiare, mettermi alla prova, superare i miei limiti.
Sbagliare, cadere, riprovarci.. cadere, rialzarsi.
Così sono andata da Lisa e le ho detto:
“Ci proviamo?”
(Sapete come è andata a finire)
Da questo momento sarò sintetica ve lo prometto.
A volte in Radio ci domandiamo perché siamo state scelte per questa missione, perché esistono dei limiti in Italia, perché non si può fare azienda valutando la qualità dei progetti, perché è così difficile comunicare e vivere di quello che ami fare.
Perché la Radio ha scelto noi.
Quindi che rumore fa l’adrenalina?
Ecco, io oggi ce l’ho una spiegazione:
L’adrenalina ha il suono del mio cuore che batteva quando si è acceso quel microfono, degli sguardi di Lisa di paura e complicità e delle mani incrociate degli atleti mentre attendevano il loro turno.
Ha il suono del sudore delle fronti, ma ha gli occhi brillanti. Ha make up eccezionali, gelatina tra i capelli, lividi di tutte le dimensioni e profumo di gioia di abbracci stretti.
Ha la luce di Marco sulla sua fronte, lo sguardo di assenso di Anny, il suono scrosciante degli #applausispontanei, il suono stridulo della pezzetta(poletamer, ho studiato) che emetteva il palo quando le pole cleaner lo pulivano.
Ha il suono delle lacrime di Serena e il sorriso di Roberta. È uno sguardo confortante di Erika un mega “super” di Gerardo.
Ha i capelli rossi di Francesco e la precisione di Guido. Ha abiti arancioni, bianchi e grigi, capelli gonfi, profumo di lacca e mollettine. Ha gli occhi puntati fisso, respiri forti, riprese di fiato.
È una storia d’amore, o una di vita vissuta.
È per la mamma, il Papá, il fidanzato, la nonna.
Ha mille nomi e mille volti.
Ha il suono della radio, perché quella abbiamo ricreato su quel palco, la Radio.
Perché grazie a questa “signorina arancione” siamo qui e per quanto possa essere difficile tutta questa storia, ci fa sentire maledettamente vivi.
Ha il suono dei sogni, dell’aiutarsi a vicenda, di un urlo di gioia e di uno di sorpresa.
Ha il suono del “We can do it!”, e la consapevolezza che ci riusciamo davvero.
Ha la voce di Lisa che può toccare tutte le sfumature, ha la mia voce che grida entusiasmo.
L’adrenalina è quella che ho provato in questi due giorni, e ha tutti questi suoni messi insieme.
Lo so perché sono stata scelta per questa missione.
E sono grata per tutto ciò.
Sono grata alla radio.
Grazie Neapole, vi devo una dose di adrenalina.

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