Solo musica e fibre nervose

Scritto da il 14 giugno 2018

Un anno fa è cominciata la mia avventura con Radio Punto Zero.
Raccontare per iscritto cosa succede in un anno non è semplice e in egual modo non lo sarebbe se fossi in radio tra una current di Pino Daniele e una gold degli Spandau Ballet.
Quando parlo di quello che mi sta a cuore sbaglio sempre.
Una volta ho lanciato in radio un disco di De Andrè. Il mio De André.
Era la prima volta che capitava nella mia carriera radiofonica e così l’ho sbagliato : adesso ascoltiamo Francesco De André.
Cacchio.
Avessi almeno detto Cristiano, ma niente.
La mente umana ha il cuore debole: perde le parole giuste in un attimo.
E di parole quest’anno ne ho cercate tante, per intervistare gli ospiti della scena indipendente napoletana e non,  per raccontare la storia di una vecchia canzone o della nuova dichiarazione di Morrisey o dell’ultimo successo di Fabri Fibra.
Stavo pensando a te.
Stavo pensando alla parola giusta da dire oggi e l’ho trovata. GRAZIE.
Grazie a chi mi ha dato molti consigli e tanto ascolto, ma non mi ha mai detto che avevo sbagliato qualcosa.
Eppure di cose ne sbaglio in onda. Ad ogni passaggio metterei la giacca o gli occhiali da sole -a seconda della stagione – e me ne andrei in preda all’ennesimo errore.
Me ne andrei nonostante la consapevolezza che l’errore è l’unica cosa veramente umana che sia rimasta perché come macchine avremmo potuto vivere per sempre e in maniera impeccabile, come umani no.
Così in questa sera di giugno, calda ma non troppo, mi ritrovo ancora una volta a pensare alla Radio, a quanto questa abbia influenzato ogni scelta della mia vita. Ma questa volta mi ritrovo a pensare soprattutto alla mia Radio e a tre editrici, giovani e forti con la tenerezza più o meno nascosta che solo una donna possiede.
Ad Amalia la cui professionalità e grazia sono fuori dal comune.
A Stefania la cui forza d’animo non conosce rivali.
A Lisa e ai suoi riccioli ribelli che si oppongono a quella parte del mondo che non le va tanto a genio.
Così la parola Grazie va soprattutto a loro e alla loro integrità.
Perché parlare di persone quando avrei dovuto parlare di Radio e quindi di lavoro e dinamiche aziendali?
Perché la Radio è un’azienda come tutte le altre, ma è diversa da tutte le altre.
Perché la Radio è come la vita: puoi scegliere alcuni dei compagni di viaggio e chiedere al tuo vicino se per piacere può scambiare il suo posto con il tuo.
Poi in quel posto devi restarci tu, quando piove o c’è il sole, quando il tuo compagno è imbronciato o quando lo sei tu.
Così il viaggio diventa un’esperienza di vita, e Radio Punto Zero è diventata il treno speciale che mi conduce ogni giorno ON AIR,  nell’aria, nell’etere, nello spazio che non conosce tempo né luogo, ma solo musica e fibre nervose.


Commenti
  1. Gianni   il   14 giugno 2018 alle 16:30

    Complimenti ad una ragazza che legge tanto e che scrive anche molto bene, dimostrando di essere colta e intelligente! Ed oltre ad essere una bella ragazza è anche una bella persona. E le cose spesso non coincidono!
    Complimenti!

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