40 anni di Radio!

Scritto da il 10 maggio 2017

A dir la verità il prossimo novembre ne compirà 41! Il tempo passa velocemente e lascia per quasi tutti il segno. Ma ho detto “quasi” perché sembra che per la radio il tempo non produca effetti!

Fu Guglielmo Marconi che addirittura nel 1901, studiando le “onde hertziane” scoperte da Heinrich Hertz a fine ottocento, riuscì a trasmettere la lettera /s/ attraverso l’Atlantico.
Per questo ho più volte definito questa vecchia splendida signora “la nonna dei mezzi di comunicazione”. Una nonna, però, sempre giovanissima ed affascinante e, soprattutto, sempre in mezzo ai giovani grazie alla musica.

Ma su questo bisogna fare una precisazione!

La grande diffusione della musica alla radio la si deve esclusivamente al fenomeno delle radio private nato, in Italia, nel 1976 dopo una storica sentenza della Corte Costituzionale che dichiarò illegittimo il “monopolio” della Rai.
Grazie a noi ed a tantissimi altri colleghi nati da quell’anno in poi, la musica diventò di facile consumo.

Io sono uno di quelli che ricorda come alla radio Rai la musica era quasi bandita. Dovevamo aspettare la famosa “Hit Parade” condotta da un grande maestro della musica, Lelio Luttazzi, per sentire le canzoni più in voga e più ascoltate in quel tempo.
La musica è stata uno degli strumenti di quella grande rivoluzione che, dalla fine degli anni sessanta e fino agli anni 80, contribuì a rinnovare il mondo giovanile di allora. E la radio, la radio privata o “libera” come veniva chiamata all’inizio, contribuì a diffonderla ed a renderla gratuitamente fruibile.

Quegli anni dal 1976 al 1980 furono anni bellissimi! Un’esplosione di radio private (con tutte le problematiche interferenziali che avrebbero caratterizzato gli anni successivi). Un interesse enorme di ragazzi che volevano provare a fare gli “speaker”.
E tantissimi che lo facevano per conquistare una ragazza! Per non parlare di quelli che hanno incontrato l’anima gemella grazie alla radio!

Confesso: io sono fra questi!

Ed il ricordo di quei giorni, di quelle giornate passate dietro ai microfoni ma anche di interminabili “notturni” a chiacchierare con altri sonnambuli all’ascolto, di pubblicità letta in diretta perché non avevamo ancora un registratore, di aste reggi-microfono ricavate da un flessibile del rubinetto della cucina, di dischi che si incantavano proprio mentre eravamo andati nel bagno per un bisognino… è ancora profondamente vivo in tutti quelli che li hanno vissuti!

Magari vi racconterò le prossime volte di episodi strani e curiosi, alcuni anche tristi per la scomparsa tragica di qualche compagno di avventura, di accese polemiche per qualche trasmissione all’epoca “un po’ spinta” e di tante altri piccole storie di “vita radiofonica”, di quella vita che ti bolla per sempre e che ti fa diventare un’amante appassionato di questa splendida vecchia nonna, sempre giovane, bella e affascinante… la radio… e, nel nostro caso, la grande Radio Punto Zero.


Commenti
  1. Francesco Celiento   il   10 maggio 2017 alle 23:29

    Ciao Gianni cosa dire penso che la radio come i libri non vedeanno mai la fine sono felice per te che hai tanti ricordi ma il pensiero ad un prossimo futuro con le tue figlie, quando penso alla radio non posso non pensare a quel bellissimo film su Peppino Impastato … Cento passi w la radio LIBERA sempre , un abbraccio.

    • Gianni Sirignano   il   12 maggio 2017 alle 15:41

      Ciao Francesco, grazie per questo romantico commento! E da terra, un nuovo giorno. W la Radio sempre! Un abbraccio a te da tutti noi!

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